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Una serata d’estate a Caserta
Una città senza diritti





Ieri sera mi trovavo con la mia famiglia a Piazza Pitesti: dopo una lunga serie di giri con la macchina per trovare parcheggio ho finalmente trovato un posto nello spazio antistante la Chiesa del Buon Pastore.

Preciso che quest’area di parcheggio é uno spazio non a pagamento (strisce bianche) e, l’accesso é regolato da cancelletti mobili sui due lati opposti (verso la chiesa e verso il pub Tequila).

Già nel momento in cui ho parcheggiato era evidente un “operoso”  movimento nella piazza deli soliti parcheggiatori abusivi, un manipolo di poveri cristi, per lo piú disgraziati e di solito bonari, la cui attività viene regolata da un noto e discutibile personaggio della zona, tale Nicola Fiorillo, che organizza, dispone e controlla la sosta e l’accesso alle aree di parcheggio della piazza.

Parcheggio la mia auto e, incurante della loro presenza, vado via con la mia famiglia: al momento del ritiro della mia autovettura, una decina di minuti dopo, trovo chiuso il cancelletto di accesso che dal lato della chiesa porta all’area di parcheggio. Notando che non ci sono lucchetti o altri impedimenti all’apertura, lo apro e lo lascio così non vedendo alcun motivo per limitare l’ingresso mio e di altre persone o auto al parcheggio e mi dirigo verso la mia auto.

Mentre sto per salire in auto si avvicina un tipo, la cui silenziosa richiesta di “mancia” liquido velocemente con un chiaro “Buonasera” che manifestava la mia intenzione a non “contribuire” alla sua attività. Sento allora una voce piú distante che mi intima “Quando esci chiudi il cancello”.

Mi giro e mi accorgo che a pronunciarla era il perdonaggio citato precedente mente, quato Nicola Fiorillo tristemente noto nella zona, che si era avvicinato.

Alla richiesta ho risposto che non l’avrei chiuso, visto che non capivo per quale motivo non doveva rimanere aperto, essendo quella era un’area di parcheggio pubblica su cui non c’era alcun vincolo.

Di rimando tale Fiorillo mi rispondeva che solo un varco al parcheggio doveva stare aperto perché lui doveva controllare le auto che entravano e quelle che uscivano. Quando gli ho fatto notare che lui non era autorizzato a questa attività e che non aveva alcun diritto di regolare ne’ l’accesso ne’ la sosta nella zona, mi si é avvicinato urlando violentemente che lo aveva deciso lui e che si doveva fare così e basta.

Dopo qualche altra battuta tra noi, che nulla hanno portato al risolversi della questione, ho portato la mia auto fuori dal parcheggio (naturalmente non chiudendo alcun cancello né versando alcun obolo) e ho prontamente chiamato la Polizia Municipale per segnalare la presenza di questo gruppo di abusivi in Piazza Pitesti. La risposta é stata semplice ed imbarazzata da parte dell’operatrice al telefono: “mi dispiace, ma non possiamo mandare nessuno, visto che abbiamo in giro una sola pattuglia ed ora é impegnata in una processione”. Quando ho chiesto, con sorpresa, se era possibile che in città ci fosse una sola pattuglia disponibile, mi é stato ribadito che erano spiacenti, ma era così.

Di conseguenza ho chiamato il 112, che mi assicurato che avrebbe mandato una pattuglia in Piazza: non ho avuto modo di verificare (ma non ho motivo di dubitarne) perché dopo un po’, nauseato, sono andato via.

E’ questa dunque la lotta all’abusivismo dei parcheggi che qualche mese fa il Sindaco Del Gaudio e il Comandante dei Vigili di Caserta Alberto Negro hanno tanto pubblicizzato sui giornali?

Le uniche volte che ho visto la Polizia Municipale a Piazza Pitesti negli ultimi mesi é stato per vedere gli agenti correre dietro a qualche extracomunitario, che stendeva il suo tavolino per vendere qualcosa, piuttosto che contrastare l’atteggiamento camorristico di questi guappetielli di quartiere: non che voglia fare la classifica della povera gente, ma come al solito mi sembra che questa Amministrazione si faccia forte con i deboli e debole con i forti – se forti possono essere definiti quattro delinquentucci, cui peró si lascia campo libero.

 

Come se non bastasse la mia serata é continuata nella villetta di via Settembrini, dove ho portato i miei bambini a giocare: siamo arrivati all’imbrunire ed era piacevole godere la compagnia di tante persone che erano lì per lo stesso motivo. Purtroppo al calar del sole il parchetto é rimasto praticamente al buio, visto che dei lampioni di illuminazione presenti solo uno su sei/sette veniva acceso, in maniera piú che insufficiente, costitiendo un pericolo per i presenti, soprattutto per i bambini che rimanevano a giocare (e infatti mio figlio é caduto e s’é fatto male, escoriandosi tutto un lato del viso).

 

E’ questo quanto si meritano i cittadini casertani o quelli come me che, pur non essendo casertano di residenza, vivono la città per la presenza di parenti ed amici?

E’ questo il modo in cui viene gestito il bene pubblico, vengono impiegate le risorse che i cittadini, con grande difficoltà, mettono a disposizione alle istituzioni con le proprie tasse?

E’ questo lo stato della città capoluogo della Provincia che dovrebbe essere il salotto buono, il biglietto da visita per tutto il resto del territorio che rappresenta?

 

La sensazione é che la città sia ormai al totale abbandono, che le Istituzioni abbiano derogato al loro ruolo lasciando i cittadini da soli a risolversi i problemi, abbiano spostato l’onere di portare avanti i principi di legalità e di diritto sulle spalle delle sole persone di buona volontà, che ancora vogliono e possono resistere ai soprusi dei prepontenti e dei balordi, che ancora lottano per non essere schiacciati dalla brutalità e dall’ignoranza dilangante, fatta non solo dalle persone ma principalmente dalla resa incondizionata degli amministratori, che hanno messo in fondo alla lista delle loro priorità di governo il benessere civico, il sostegno sociale, la crescita etica e culturale della città.

Che tristezza!

Ing. Francesco Madonna 


 

2012-08-13
Fonte: COMUNICATO STAMPA

 
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