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Infancia clandestina, opera prima di Benjamìn Ávila
Al Duel Village arriva il cinema argentino
12 NOVEMBRE 2013





Prima della proiezione collegamento in diretta con il Festival di Roma 

Martedì 12 novembre alle ore 18 e alle 21 in via Borsellino a Caserta

 

 

Terzo appuntamento al Duel Village di Caserta con il Cineforum del martedì. La rassegna organizzata in collaborazione con l’associazione Caserta Film Lab. Questa settimana spazio al regista argentino Benjamín Ávila, per raccontare la resistenza alla dittatura vista con gli occhi di un bambino, in una storia sconvolgente che ha il valore della testimonianza. Un piccolo gioiello "desaparecido" della stagione cinematografica appena iniziata. Presentato a Cannes 2012 nella sezione Quinzane de Realisateurs è stato da molti considerato l'autentica rivelazione del festival, un film maturo, toccante e divertente. La proiezione della pellicola sarà preceduta da un collegamento audio e video con il red carpet del Festival internazionale del Cinema di Roma.

 

LA TRAMA

Infanzia clandestina Un film di Benjamín Ávila. Con Natalia Oreiro, Ernesto Alterio, César Troncoso. Drammatico, durata 112 min. - Argentina 2012.

Juan ha dodici anni e ha condotto una parte della sua vita in esilio. Nel 1979 torna, con i genitori e la sorellina di un anno, nel suo paese, l'Argentina. Il ragazzino è stato costretto a vivere lontano da casa per la condizione di clandestinità dei genitori, guerriglieri peronisti dell'organizzazione dei Montoneros, oppositori della dittatura militare di Videla, che ha rovesciato con un golpe il governo Peron nel 1976. Il padre e la madre di Juan sono adesso convinti che sia giunto il momento di alzare il tiro e portare la resistenza nel cuore dell'Argentina. Il ritorno in patria è, però, rischioso: sono latitanti ricercati dalle autorità e devono, quindi, vivere nascosti, sotto falsa identità. Anche Juan ha un nuovo nome. Per i suoi compagni di scuola e per la ragazzina di cui si innamorerà, si chiamerà Ernesto, come il Che. È un'infanzia rubata quella raccontata dal regista argentino Benjamín Ávila nel suo primo lungometraggio. Una condizione che ha il preziosissimo valore della testimonianza. La sconvolgente storia del dodicenne Juan si basa, infatti, su eventi realmente accaduti al regista da piccolo. Già questo basterebbe a rendere Infanzia Clandestina un film necessario. Di opere sull'eroismo della resistenza contro le dittature nel mondo ne abbiamo viste tante, ma l'originalità di questo film sta nel diverso punto di vista, che ci permette di osservare il microcosmo partigiano dall'interno, senza filtri, se non quello di un bambino che partecipa alla resistenza scrutandola dal punto di osservazione privilegiato della propria età. E così la mette a nudo, svelandone in maniera impietosa le contraddizioni e le assurdità. Lo sguardo indagatore di Juan, che è lo sguardo bambino del regista, non condanna ma neppure assolve. Non ci suggerisce cosa è giusto o sbagliato, perché nelle guerre - clandestine o ufficiali che siano - non può esserci giustizia. Nell'Argentina di fine anni Settanta, da una parte ci sono interessi, dall'altra convinzioni. Eppure, anche queste possono condurre sul terreno minato dell'insensatezza. Al valore di tematiche così importanti si aggiungono meriti squisitamente cinematografici: un cast sempre all'altezza del difficile compito, una sceneggiatura ben scritta - che sa far ridere e piangere subito dopo, senza mai appesantire, anche nelle situazioni più drammatiche - e una regia sicura, non invadente, ma capace di soluzioni peculiari, come l'uso del disegno animato nelle sequenze più violente, quelle che la mente di un bambino non può concepire, persino quando i suoi occhi ne diventano testimoni innocenti.

 

IL FILM VERRA' PROIETTATO SOLO MARTEDI 12 NOVEMBRE ALLE ORE 18 E ALLE ORE 21

 

 

Per informazioni e contatti

 uff.stampaduel@libero.it

www.duelvillage.net
 

2013-11-11
Fonte: COMUNICATO STAMPA

 
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